Undici

Nel silenzio della casa, irrompe il citofono.

Sobbalzo, rispondo.

Signora è il Carrefour, è arrivata la spesa”.

Una frazione di secondo. Un fremito di ciglia. Un turbinio di emozioni contrastanti.

Stordita dall’imprevedibile, con voce stentorea azzardo un “quale spesa”, mordendomi il labbro superiore e soppesando, in un istante, mille opzioni. “A che nome è la consegna?” aggiungo, sospesa tra speranza e spaesamento.

Signora Ferrari”.

Taccio. La tentazione è forte, quasi irresistibile. La signora Ferrari la immagino sulla cinquantina, forse qualcosa più – ma ben portati – capelli castani, media lunghezza con un filo di ricrescita, vestita comoda con le perle finte. E la spesa della signora Ferrari son certa che sarà abbondante, razionale, ben equilibrata, ma che indulgente lascia spazio ad una coccola – forse un barattolo di crema di nocciole, forse una paella surgelata.

Ma non ci riesco, non posso proprio, non in questo universo, non sono io. “Ha sbagliato citofono, mi spiace”, concludo addolorata.

Spiace più a me, avrei voluto precisare, amato fattorino. Spiace più a me.

Sette

Adrenalina. Coraggio, azzardo, sangue freddo, speditezza. E spregiudicatezza, as a matter of fact. Non è da tutti, non è per tutti: e non è un caso che per ogni nucleo familiare ci sia un solo soggetto deputato al miracolo. In questo gioco al massacro, primeggia chi ha riflessi sopra la media, chi è un gufo o un’allodola, chi non si lascia influenzare dai fattori ambientali e veleggia spedito verso la meta, incurante dei più. A volte è il capofamiglia, a volte il giovane smanettone, a volte la salvifica genitrice. La casistica è certo varia, ma il fattor comune univoco: www.esselungaacasa.it.