Otto

Cara Regina,

come una bomba pronta a deflagrare, giacciono nella mia madia quattro pacchi di farina 350W ed un panetto di lievito da mezzo chilo, eredità di un passato mistico in cui, in preda al più classico dei burn-out, mi ero iscritta al seminario in quattro incontri “Amministrazione e panificazione: un bilancio” sperando di ricavarne del conforto. Ho notato, però, che la dirimpettaia livorosa si sporge dal balcone con ritmica frequenza, nel tentativo di sbirciare gli sportelli. Sarà forse pronta a denunciarmi alla Congregazione delle Casalinghe Malmostose?

Attendo lumi,

Una di Voi

Cara Una di Voi,

la preoccupazione è legittima, ma la convinzione di essere nel giusto ti sostiene, specie se la materia prima è di lecita – e insospettabile – provenienza. Rivendica con orgoglio il tuo diritto alla panificazione e inizia a riempire teglie di lievitati dall’alveolatura ammiccante e equilibrata. Se proprio non te la dovessi più sentire, ricorda che il panetto è sempre utilizzabile come arma impropria alla bisogna.

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